Le hall
Nel Palazzo Baldi, sede vescovile invernale nel ‘600, sono presenti due oratori, uno a piano terra ed uno al 1° piano nella “Suite del Vescovo”.
Un’epigrafe incisa sul portale in pietra leccese, recita: “PRO SE SUISO OMNIBUS”, ancora oggi motivo di studio.
Una delle interpretazioni date, cita:”non senza polvere (combattere) per se e per tutti”. Questa incisione assieme all’emblema nobiliare, collocato accanto al portone principale, sottolineano l’appartenenza del Palazzo alla famiglia Baldi.
Nell’atrio in cui è situata la Reception, al centro della volta a stella, è collocato un sigillo ecclesiastico che conferma la presenza del Vescovo Gabriele Adarzo De Santander nel XVII sec..
In una delle hall, si può notare il “Muro intatto” composto anche dal famoso tufo della varietà “mazzara”, utilizzato perché era il cappellaccio della cava, che doveva essere forzatamente rimosso per ottenere altri tipi di tufo, come la pietra leccese, largamente usata nel palazzo.
L’atrio ospita inoltre l’ufficio della direzione, un tempo impiegata come stalla, con le tipiche mangiatoie dei cavalli.
Dipinti, sculture, antichità arredano gli ambienti che accolgono gli ospiti. Molti artisti hanno contribuito a rendere unico questo armonioso hotel.